Vittoriale degli Italiani
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Il Vittoriale degli Italiani

È il 1921 e a Gardone Riviera, sulla riva occidentale del Lago di Garda, approda un audace personaggio: alle spalle, una tumultuosa carriera politica, ardite imprese belliche, cinque amori impossibili e quattro figli. Si tratta di Gabriele D’Annunzio, poeta, scrittore e soldato, nonché massimo esponente della corrente estetica italiana. «Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al dottor Thode.

È piena di bei libri… Il giardino è dolce, con pergole e terrazze in declivio.

Vittoriale degli Italiani“Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno” così scrive in una lettera a sua moglie, quando decide di affittare la villa dell’illustre studioso d’arte per 600 lire mensili.

Ciò che la lettera non dice è che la sua temporanea permanenza si trasformerà nel progetto di una residenza, disegnata ricalcando i tratti dell’anima di una delle personalità artistico-letterarie più eccentriche della storia italiana.

D’Annunzio incarna Il mito letterario di una vita inimitabile e la sicurezza di un’individualità epicurea, sfacciata e animosa.

Un’essenza che emerge a piene righe in uno dei suoi più noti romanzi “Il Piacere”, che abdica le convenzioni sociali per elevarsi al culto estetico dell’arte come modus vivendi, come giustificazione di una vita corrotta, come processo di affinamento dei sensi.

Che si tratti di fede o di una discolpa per scagionare un’esistenza di vizi, poco importa: gli scrittori, e soprattutto gli esteti, celebrano queste visioni in preziosi oggetti da collezione, da tenere nascosti, feticci di un credo narcisista.

In Inghilterra, Oscar Wilde per il suo Dorian Grey aveva optato per un ritratto, retaggio di una tradizionale compostezza inglese; Gabriele D’Annunzio pensa a qualcosa di più scenografico: una villa da abitare, una dimora in cui morire, immersa in un parco di giardini, laghetti e fontane. Decise di cingere le sue imprese in una costruzione, di recintare la sua fame di appagamento effimero, di rivestire i suoi vezzi con pietre eterne. Così è nato “Il Vittoriale degli Italiani”.

L’ambizioso complesso include la Priora, la casa del poeta, decorata con statue in alabastro, cimeli di variegate provenienze e aforismi autocelebrativi. A completarlo, l’Auditorium, nella cui cupola è esposto il velivolo SVA 10 con il quale il 9 agosto 1918 volò su Vienna per annunciare con una pioggia di volantini la vittoria italiana alla fine della Prima Guerra Mondiale. E ancora, il Museo biografico; la Nave Puglia, donatagli dalla Marina Militare, il MAS 96, motoscafo anti sommergibile con cui compì l’incursione militare conosciuta come “Beffa di Buccari” contro il naviglio austro-ungarico nel febbraio del 1918 e l’Anfiteatro, in cui dal 2011 si tiene il Festival Tener-a-Mente, che ospita i più grandi artisti internazionali. Tutte le aree sono aperte ai visitatori esterni ed è possibile prenotare visite guidate.

Nelle notti d’estate, dal palco, le note dal vivo raggiungono la cima del Mausoleo, il monumento funebre in cui è sepolto il padrone di casa, a perpetuare la credenza secondo cui nella vita bisogna “ricordarsi di osare sempre”. Un’eco che, a dispetto di un ritratto marcito in soffitta, risuona sulle rive di uno dei laghi più belli al mondo, dove Gabriele D’Annunzio ha voluto edificare la propria casa, immortalando il suo spirito.

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